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...1960, è fine inverno; come erano di solito fare in questo periodo dell’anno, i fratelli Geppino ed Ennio Falco, legatissimi tra loro, di mattina presto si recarono a caccia nella zona dei Mazzoni (campagne intorno a Capua), al ritorno, Geppino parla con sua moglie Mimma e le confida di volersi consigliare con suo padre Alessandro d’Angelo (babbo nonno, per i nipoti) per valutare insieme la possibilità di realizzare il progetto suo e di suo fratello Ennio: Realizzare in zona un campo di tiro a volo. Geppino è appassionato più di Ennio di questo sport ed è da tempo alla ricerca di trovare un’attività sportiva alternativa più sicura di quella subacquea per il fratello Ennio già pluricampione nazionale, europeo e mondiale di pesca e campione mondiale in carica di immersione in assetto costante e con bombole. Mimma e suo padre Alessandro non conoscono il tiro a volo se non per sentito dire o per aver letto qualcosa su riviste e giornali per cacciatori che circolano per casa, però subito intuiscono che l’idea di Geppino ed Ennio è molto importante e ritengono di capire la ragione per la quale Geppino fortemente la sostiene. Geppino Falco è un vecchio sub, ma è anche uomo straordinario e fratello eccezionale e pur negando sempre di aver sostenuto il progetto Tiro a Volo per tentare di distogliere il fratello dalla sua attività sportiva molto pericolosa come la pesca subacquea, saprà soffrire in silenzio per questa sua dolorosa decisione pur di ottenere quanto si era prefisso. Distogliere Ennio da quello sport che oltre tutto lo aveva visto prima di lui ottimo atleta protagonista in campo nazionale era duro, ma Ennio il “fratellone campione” era appena uscito dall’ultimo grave incidente di cui era stato vittima; una terribile embolia da cui miracolosamente si era salvato uscendone con un solo piccolo ed insignificante deficit motorio al polpaccio della gamba destra che lo faceva leggermente zoppicare. Parte così, l’operazione “TIRO A VOLO FALCO”. Solo chi non ha conosciuto Geppino Falco non sa della sua capacità straordinaria di coinvolgere le persone a lui vicino e così si crea il gruppo storico del Tiro a Volo “FALCO”, con le famiglie Falco e d’Angelo; così grazie anche loro, parte questa meravigliosa avventura. Geppino, Ennio, Mimma con suo padre Alessandro ed il giovanissimo fratello Vincenzino sono tutti coinvolti, ognuno ha un proprio ruolo da svolgere secondo le proprie capacità e possibilità, ma in regia c’è Geppino che oltre a dirige, è primo attore e sceneggiatore di questa bellissima storia di sport. Si sceglie per l’impianto sportivo una zona di Capua centro, l’area è giusta e si trova in una parte della Città dove prima c’era una stazione ferroviaria della Ferrovia Alifana, a ridosso del fiume Volturno, ben orientata e ben servita dalla viabilità urbana di Capua . Iniziano verso il mese di giugno del 1960 i lavori di costruzione e dopo pochi mesi, in gennaio 1961 si parte già con l’attivita tiravolistica . La Soc.TIRO A VOLO FALCO è affiliata regolarmente alla FITAV. L’impianto,è costituito da una macchina lanciapiattelli“Diavola Rossa”situata in un'unica buca con caricamento a mano e sgancio manuale,costruita nelle officine del campione olimpico Rossini, nella buca per il caricamento della macchina si alternano con il fratello di Mimma, Vincenzino per qualche anno tanti ragazzi Capuani; qualche anno dopo,Geppino, Babbo nonno ed Ennio”gruppo dei saggi”decide che si può passare alla realizzazione di un’impianto più importante e si realizza una fossa con cinque macchine lanciapiattelli manuali. La fossa ora è più ampia e più confortevole della precedente e gli addetti al caricamento aumentano. Intanto un’altra figura, destinata a diventare anch’essa importante si aggiunge al gruppo storico d’inizio, è un tal Franco Ragozzino, operaio specializzato,impiegato del Pirotecnico dell’Esercito di Capua che appassionatosi da spettatore a questo sport, offre spontaneamente la sua collaborazione alla società tiravolistica Capuana, Franco diventa uno dei il più stetti ed affidabili collaboratori di Geppino per molti anni e vive da protagonista operativo in questa società;dove c’è Geppino c’è Franco che lo segue e si sacrifica come gli altri per il campo di Tiro. A Capua Il tiro a volo è accolto con simpatia dai cittadini. I ragazzi e sono veramente tanti, offrono con gioia la loro collaborazione durante i tiri di prova e le gare, ancora oggi intere generazioni si sentono orgogliosi di aver lavorato sul campo di tiro a piattello del professore Geppino Falco. Ogni qual volta che si svolge una gara è una festa, Capua è orgogliosa della sua struttura sportiva che vede arrivare tiratori ed accompagnatori da ogni parte della Campania. Il poligono diventa quasi una seconda casa per il Commissario Provinciale della FITAV dr.Alberto Cerreto,e per il Consigliere Nazionale dr.Rino Amodeo,frequenti sono le visite da Roma dei dirigenti della FITAV e dell’allora Segretario della FITAV Pannunzio (che diventerà poi anni dopo il C.T. della nostra Nazionale di Tiro a Volo). La società cresce velocemente e si inserisce tra le più importanti società tiravolistiche d’Italia , Mimma va assumendo sempre di più un ruolo di prim’ordine ma la tempesta è in avvicinamento,così mentre tutto gira per il verso giusto, un bel giorno arrivano i guai, l’attività viene sospesa dalla Prefettura e della Questura di Caserta, vengono sollevati una serie di problemi di ordine ambientale, per Geppino, Ennio ed Alessandro (Babbo Nonno) inizia un Calvario che avrebbe dissuaso chiunque a continuare, una serie innumerevole di divieti e limitazioni vengono imposti e disposti da tutte le strutture Istituzionali competenti, non si contano più i Palazzi e gli Uffici che si visitano ogni giorno e le scale che si salgono con la speranza di trovare una soluzione giusta e che si scendono con la delusione di non averla trovata. La situazione ha del grottesco, i funzionari incaricati addirittura sfuggono e si negano ai rappresentanti della Soc.Tiro a Volo FALCO con le scuse più assurde e paradossali, pur di non affrontare la situazione; insomma, si sbatte contro muri di gomma. Nessuno però sa cosa vuol dire avere a che fare con quel martello di Geppino Falco così alla fine uno spiraglio di luce incomincia a filtrare tra i nuvolosi neri di questo cielo tempestoso. Alla Società viene imposto di erigere uno schermo protettivo sulla sponda opposta del Volturno (siamo a più di 180 mt. dalle pedane di tiro!!!) per fermare quell’eventuale pallino pazzo e morto che danneggia qualche mela in un frutteto nelle campagna retrostanti e quando ciò si è realizzato, dopo averne ottenute tutte le autorizzazioni dalle decine degli Enti competenti, uno zelante Funzionario della Prefettura di Caserta durante l’ultima e decisiva riunione della Commisione Sports e Spettacoli preposta a concedere lo sblocco dell’attività tiravolistica, rivolgendosi a Geppino Falco che è accompagnato dal suocero Alessandro e dal fratello Ennio, dice”….e se per caso un pallino colpisce il becco di un uccello di passaggio e questo va a finire..”, immediato l’intervento di Alessandro che esasperato da quella delirante ipotesi paventata dallo zelante Funzionario, non controllandosi più prosegue al suo posto dicendo con uno sfogo che gli esce spontaneamente dal profondo dell’anima ”….e va nel culo di sua sorella”. Tutti scoppiano a ridere compreso il catastrofista Funzionario e la riunione sdrammatizzatasi per questo seppur forte ma simpatico intervento,va finalmente a buon fine. L’attività riprende , però i “tre saggi” a questo punto, un poco per la preoccupazione di potersi ritrovare prima o poi nella stessa situazione dalla quale si era appena usciti, un poco per la limitata superficie disponibile cui dispone il campo di tiro a Capua per i futuri e già preventivati ampliamenti, decidono di spostarsi altrove fuori del centro urbano. Cercano e trovano una nuova area in Via Sarzana a S.Angelo in Formis,frazione di Capua nei pressi della diga idroirrigua del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno. La nuova area molto più grande di quella di Capua è veramente mal messa ed oltre tutto è in una zona immediatamente adiacente a quella in golena sempre vicino al fiume Volturno; praticamente è una landa desolata,ma dalla sua ha che è ben posizionata e ben orientata. Ottenuti tutti i permessi e le autorizzazioni richieste dalle vigenti leggi di allora, iniziano i ciclopici lavori di adeguamento del sito, dalle cave di estrazioni di pietrisco calcareo circostanti, per mesi con centinaia e centinaia di camion si trasporta pietrisco, sabbione calcareo e terreno vegetale per livellare un terreno sconnesso, si lavora con ruspe, pale meccaniche e livellatrici, si impianta il prato, centinaia di pini mediterranei sono messi a dimora insieme a piante di eucaliptus, salici e siepi di arbusti sempreverdi, insomma da un’ambiente desolato nasce una delle zone verdi più belle di quella sponda del fiume e si realizzano due campi di tiro di fossa olimpica con quindici macchine a sganciamento automatico, due campi di tiro al piccione, una bella e spaziosa struttura ricettiva con bar, armeria, sala per l’intrattenimento dei tiratori ed i loro accompagnatori, servizi di discreto livello. Tutto pare girare per il verso giusto ma una sera del 1966, mentre si stava cenando a casa di Geppino e Mimma, giunge una triste notizia portata da un Carabiniere della Compagnia di Capua, Ennio il fratellone campione di Geppino che comunque non ha voluto abbandonare lo sport subacqueo è morto di embolia in un’incidente sportivo capitatogli a S.Teresa di Gallura in Sardegna durante l’allenamento per la preparazione del tentativo di battere il suo stesso record mondiale a -147 mt.con bombole. Geppino è scosso e segnato fortemente dalla perdita del fratello ma il progetto “Tiro a Volo Falco”che anche Ennio aveva fortemente voluto non può e non deve morire, anzi proprio per dedicarlo ad Ennio merita di diventare qualcosa di molto più importante; così Geppino ancora più fermo di prima decide di continuare ed ancora più convinto dopo qualche anno realizza altri due campi creando nel sud dell’Italia il primo quadricampo di tiro a volo, poco dopo, un’altra grave perdita, muore il suocero Alessandro d’Angelo(babbo nonno). Geppino in poco tempo ha perduto le due persone più importanti di questa avventura! Ormai nulla però lo ferma e con Mimma, chiamata in Federazione la mammina del Tiro a Volo Italiano dopo qualche altro anno realizza ancora altri due campi e poi ancora un altro, il settimo!. I figli di Geppino e Mimma, Antonio, Isabella, Ivana ed i piccolissimi Rosaria ed Ennio diventano grandi e collaborano tutti, dopo la scuola, con il padre, i Falco diventano tutti operativi; Mimma che è docente di materie letterarie nelle scuole medie medita a questo punto anche di lasciare l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno al campo di tiro ma i figli ed il marito la sconsigliano perché non ritengono ce ne sia bisogno, il piccolo Ennio come è stato tentato con gli altri figli di Geppino inizia a sparare i primi colpi di fucile, Geppino intuisce subito che ha per le mani qualcosa di più di una grande promessa per il Tiro a Volo e decide di insistere su questo bambino, così a poco a poco, tutelandone per prima cosa la salute e la crescita fisica, avvia Ennio a diventare il numero uno in un’altro sport, Ennio diventerà l’erede campione dell’altro Ennio Falco, lo zio sub, vincendo nel 1984 il viaggio premio alle Olimpiadi di Los Angeles ma dopo venti giorni un’altro grave lutto è in agguato per i FALCO, Geppino viene colpito da un’infarto sulle pedane del campo di tiro, a nulla vale il tempestivo arrivo di Antonio suo figlio cardiochirurgo al l’Ospedale Monaldi di Napoli , Geppino è già morto. Nel 1985 Ennio vince il campionato italiano juniores e quello di seconda categoria, ed a sedici anni vince il Campionato del mondo juniores individuale ed a squadre e da allora una fila di innumerevoli altre vittorie a livello nazionale, continentale e mondiale. Del nucleo storico restano due persone Mimma e suo fratello Vincenzino che però già da anni ha intrapreso la sua strada professionale fuori Capua e fuori dall’organizzazione del Campo. Mimma con i figli Antonio, Isabella, Ivana , Rosaria ed Ennio decidono di continuare ed alla grande, il progetto di Geppino, compatibilmente con le loro attività,-(Mimma insegna ancora, Antonio fa il cardiochirurgo, Isabella insegna Lingue, Ivana insegna Educazione Fisica, Rosaria è alle soglie della Laurea in Farmacia Ennio studia all’ISEF. Ennio , parteciperà come atleta di riserva alle olimpiadi di Seul in Corea ed a quelle di Barcellona in Spagna)-si realizzano con una ristrutturazione ed un’ampliamento radicale tutte quelle strutture di supporto necessarie per il salto di qualità, ne sortisce un impianto di primo ordine al punto tale che più volte nei propri saloni di rappresentanza si riuniscono convegni FITAV e comitato Federale Nazionale, sempre con più frequenza sul poligono di S.Angelo in Formis si svolgono gare di rilevanza nazionale ed internazionale. Ennio cresce sempre più ed alla grande diventa uno dei più grandi campioni di Skeet del mondo, ma la vita di questa Società ha un destino strano, nei suoi migliori momenti qualcosa deve succedere ed anche questa volta la regola non si smentisce; alcuni mesi prima delle Olimpiadi di Atlanta in Georgia, l’attività viene di nuovo bloccata ed anche questa volta i motivi sono ambientali; si scatena l’inferno sul Tiro a volo Falco!. Il campo viene sequestrato e chiuso per ordine della Magistratura perché la sua attività procurerebbe danno all’ambiente circostante, ha inizio una lunga vertenza giudiziaria, Ennio è costretto ad allenarsi per la preparazione Olimpica su piccoli campi di provincia , Mimma si ammala gravemente e lascia l’insegnamento poi, nel Luglio del 1996 mentre Ennio vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta termina anche quest’ultimo Calvario, la Magistratura dissequestra la struttura e consente la riapertura dell’attività, la notizia viene notificata a Mimma il giorno del rientro di Ennio da Atlanta, i paventati agenti inquinanti non sono tali, nel merito così si sono espressi i più grandi luminari tecnici del settore ed i vari Istituti Universitari nella Loro qualità di C.T.U. della Magistratura. Ennio torna vincitore da Atlanta, ma dopo appena sei giorni muore Mimma mentre a Capua la Città si apprestava ad onorare con fantasmagorici festeggiamenti il suo figlio Campione Olimpico. Il resto è storia recente ed ancora oggi su questo campo di tiro con questa storia fatta di successi, delusioni e dolori indelebili i figli di Geppino e Mimma, Antonio, Isabella, Ivana, Rosaria ed Ennio conducono brillantemente e con passione un avventura storica voluta dal padre e dallo zio Ennio suo fratello.
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